Moda sostenibile, perché e cosa comprare!

Molti marchi hanno deciso di aderire a questa iniziativa, anche alcuni molto noti come Benetton, Zara, H&M, Nike, Mango, Levi’s, Adidas, Valentino e Timberland. A fianco ad esse esistono numerose piccole e medie aziende di abbigliamento ecosostenibile che investono nella ricerca di nuovi tessuti naturali, riducono l’acqua e la CO2 emessa durante alla realizzazione dei capi e ricorrono solo ad energia pulita per garantire un prodotto non solo green ma anche di qualità.

Fra i marchi italiani che hanno deciso di prediligere le fibre naturali e biologiche, lavorate in una filiera a basso impatto ambientale, con controllo costante dell’intero ciclo ricordiamo: Quagga, che predilige la filiera corta e usa sono materie prime sostenibili e certificate; Par.co denim, un’azienda produttrice di denim che usa solo trattamenti di lavaggio e colore con metodi naturali e 100% biodegradabili; Fera Libens, marchio produttore di calzature con componenti di origine non animale; Cangiari, dal calabrese “cambiare”, che realizza i suoi tessuti su telaio a mano, con materiali e colorazioni biologiche; Garbagelab, che dona una seconda vita al pvc, materiale difficilissimo da smaltire.

Ad esse si affiancano numerosi marchi esteri come Patagonia, che tutela i diritti dei produttori, Rapanui Clothing, People Tree, Monkee Genes, Braintree nel 2017 divenuto Thought e EcoAlf, brand spagnolo che ricicla la plastica per creare borse, piumini e accessori.

 

Scegliete con cura ciò che state indossando, preferendo capi che durino nel tempo ed evitando l’acquisto compulsivo e sregolato.

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