Bioedilizia in Islanda: le case ricoperte di erba

Dove trovare e come trovare gli edifici dal tetto green

Pur essendo diffuse su tutto il territorio nazionale, nelle periferie della capitale e delle vicine cittadine, le Turf Houses sono spesso proprietà private visibili solamente dall’esterno. Mentre esempi di bioedilizia di questo tipo aperti al pubblico e quindi visitabili anche per i turisti, si trovano ad Holf, e sullo Jökuldalsheiði.

Holf è piccolo villaggio nel sud-est dello stato dove nel 1884 venne costruita, dal falegname Pall Palsson e dal fabbro Porsteinn Gissurarson la Hof Church, una chiesa dalle pareti spesse e pesanti e il tetto in lastre di pietra coperto da erba. Ad oggi la chiesa, divenuta una delle maggiori attrattive per i turisti è gestita dal Museo Nazionale Islandese e svolge regolari funzioni religiose, in un contesto incantevole e surreale.

Mentre Jökuldalsheiði è un altopiano nel nord-est dell'Islanda, dove sorge Sænautasel, l’antica fattoria costruita nel 1843 che fece probabilmente da modello per Gente indipendente il romanzo che valse il premio Nobel ad Halldór Laxnes.

Purtroppo con l’avvento del 20° secolo la tradizione edilizia di questo tipo è venuta man mano a perdersi e oggi solo un piccolo gruppo di artigiani tenta di riportarla in auge sottolineandone oltre al valore estetico il massiccio risparmio energetico che comporta, eppure lo stato islandese è ben conscio del valore di tali costrutti e ha perciò richiesto il riconoscimento delle sue Turf House come eccezionale esempio di architettura vernacolare all’insegna della bioedilizia e quindi le vorrebbe Patrimonio mondiale dell’UNESCO.

 

 

 

 

 

 

 

 

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