Mangiare sano non vuol dire smettere di mangiare. Mangiare sano, non vuol dire neppure cambiare dall’oggi al domani stile di vita e alimentazione, è una crudeltà verso noi stessi. Ed è per questo che i dietologi bravi, non vi diranno mai “ok, fino ad oggi mangiavi 300 grammi di pasta condita con mezzo chilo di olio e il ragù, ma da domani 30 grammi di pasta in bianco e massimo un cracker al giorno”. Non ve lo diranno perché cambiare così drasticamente le proprie abitudini in fatto di cibo non servirà a niente. Servirà a farvi soffrire per un mese (e a un mese ci arrivano solo quelli dotati di uno spirito guerriero). Dopodiché, al primo stress vi fionderete in un fast food o, se va bene, una pasticceria e mangerete anche il personale. I dietologi bravi vi diranno che per stare meglio o per dimagrire è necessario che il corpo si abitui per gradi ad un nuovo modo di vivere il cibo, ai nuovi sapori. Mangiare meno va benissimo, ma fare la fame no, perché il corpo potrebbe abituarsi, e basterà mangiare poi un poco di più e quel poco di più si accumulerà immediatamente sulla pancia. L’emotività è un fattore determinante quando si decide di cambiare il proprio stile di vita. Non bisogna chiedere a se stessi sacrifici che non siamo in grado di fare, ma arrivarci gradatamente. Così come passare dal cibo spazzatura ai cibi biologici è una cosa che potrete fare per gradi, ma ne avvertirete immediatamente i benefici.

Detto questo, è un fatto che sempre più persone, in Italia, stanno per così dire tornando alle origini coltivandosi le verdure nel giardino di casa quando ne hanno uno. Ma ci sono anche aziende green che hanno in cantiere progetti per trasformare i terrazzi  (quelli sui tetti dei palazzi principalmente) per renderli impermeabili in modo che non creino perdite ai piani sottostanti, per poi riempirli di terra ed renderli coltivabili. Se progetti del genere dovessero essere sviluppati, ognuno potrebbe avere il suo orticello anche sui balconi di casa.

Sempre più diffusa inoltre la voglia di mangiar sano e di acquistare di conseguenza cibi biologici.

I bravi dietologi e nutrizionisti vi diranno che i cibi biologici sono proprio l’ideale, quelli senza additivi, ormoni, pesticidi, coltivati in modo naturale. Ma anche in quel caso, cambiare radicalmente le proprie abitudini, presi dall’entusiasmo, potrebbe farvi incorrere in errori.

State attenti, ad esempio al consumo eccessivo di cereali integrali. Integrale non vuol dire necessariamente sano e biologico. La provenienza biologica deve essere specificata. Devono cioè essere coltivati senza pesticidi. Infatti le sostanze più tossiche finiscono nella buccia. Quindi i cereali non biologici è meglio non mangiarli integrali (cioè con la buccia).

Infine bisogna stare attenti alle etichette. Generalmente le etichette dicono la verità ma possono essere subdole.  Una marmellata "con lo zucchero di canna", non è una marmellata "con zucchero di canna greggio, frutta biologica imbarattolata senza coloranti, conservanti e insaporenti".

Occhio!