Nelle scuole di Washington si sta compiendo un passo importantissimo per la mobilità sostenibile: durante le ore di educazione fisica ci si dedica al ciclismo, appendendo al chiodo quadro svedese - un attrezzo da me personalmente detestato nella mia ormai lontana adolescenza - palle, corde e altri accessori che caratterizzano l'ora di educazione fisica classica, spesso poco attenta all'evoluzione delle esigenze e della vita quotidiana degli alunni.

Quando mi sono trovata davanti questa notizia qualche giorno fa sul News Feed di Facebook ho avuto un moto di felicità! Per quale motivo? Semplicemente perché, come ho specificato poco fa, ho sempre trovato l'ora di educazione fisica un modo per fare sì movimento, ma senza tarare il tutto alla vita quotidiana, a esigenze pratiche come quelle connesse all'utilizzo della bici.

Già, perché nelle 80 scuole primarie della capitale USA non si impara solamente ad andarci in bici, ma si ha a che fare anche con i rudimenti della manutenzione, fondamentali per vivere in maniera completa i piaceri del mezzo a due ruote, un modo per bruciare calorie in maniera economica e divertente.

E in Italia come stanno le cose? Iniziative simili a questa vengono portate avanti ma solo in alcune regioni, dedicando sempre attenzione ai meccanismi di manutenzione del mezzo e alle regole di sicurezza. Io, per quel che mi riguarda, ho cercato di approfondire questo importante tema dando qualche informazione dedicata agli amanti del cicloturismo intenzionati a viverne le bellezze anche con i bambini.

Voi cosa ne pensate di questa iniziativa di mobilità sostenibile? Avete qualche idea per rendere i programmi di educazione fisica più vicini alla realtà quotidiana dei bambini - no, non basta fare movimento, ci vuole fin da subito una consapevolezza culturale dell'importana della vita attiva - e alle esigenze pratiche di una vita in città? Lasciatemi la vostra opinione nei commenti!