Nostalgia per i giochi dell’infanzia e un grande fascino esercitato dalla plastica: questi sono sicuramente gli ingredienti che stanno alla base della “vena artistica” di Freya Jobbins, artista visionaria che realizza incredibili opere d’arte riciclando giocattoli usati.

Un altro esempio di come la critica alla nostra società consumistica è vincente quando passa attraverso l’estro creativo e la capacità artistica di trasformare ciò che è in disuso in qualcosa da collezionare.

Qualunque pezzo destinato alla pattumiera, attraverso i suoi occhi assume la valenza di un importantissimo elemento per completare la visione d’insieme dei suoi personaggi.
Braccia e gambe di vecchie Barbie, occhi, animaletti, soldatini, cessano di avere la loro funzione originale di riproduzione in miniatura della realtà per diventare il minuscolo pezzo di un puzzle che da vita ad un soggetto del tutto nuovo: basta guardare la capigliatura afro realizzata con ruote di macchinine per capire cosa intendo....

L’eclettica artista è australiana, vive a e lavora vicino Sidney, i suoi busti umanoidi sono unici e assolutamente originali nel loro genere e le sue opere sono state esposte non solo in Australia ma anche in Inghilterra, Norvegia, Germania, Dubai, New York, San Francisco e Tel-Aviv.