Lo scorso 2 dicembre, la Commissione europea ha approvato nuove misure riguardanti l’economia circolare.

Con la dicitura “economia circolare” si intende un modello produttivo in cui, partendo dalla lavorazione delle materie prime, non si giunge all’abbandono dei prodotti di scarto che ne risultano, bensì si investe per il loro riutilizzo in un ciclo continuo, generando un sistema pienamente sostenibile.  Viene così sfruttato al massimo il potenziale valore economico delle risorse, preziose e sempre più scarse, riducendo al tempo stesso l'impatto ambientale legato al loro impiego.

 

L’economia circolare è uno dei pilastri su cui si reggono le attuali politiche ambientali europee. Il percorso che ha portato all’adozione di queste nuove misure è iniziato nel dicembre dello scorso anno, subito dopo l’insediamento della nuova Commissione europea. Durante quest'ultimo anno, la Commissione ha organizzato conferenze e consultazioni pubbliche per giungere alla redazione del nuovo pacchetto. 

 

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Qual è il contenuto della nuova proposta?

Lo scopo di queste misure è garantire una crescita sostenibile dell'Unione realizzando il passaggio a un'economia circolare, aumentando così la competitività globale, sostenendo la crescita economica e generando nuova occupazione entro il 2030. Nello specifico, sono previsti:

  • un piano d’azione globale che delinea concretamente il mandato dell’attuale Commissione. Sono stabilite azioni dirette ad affrontare tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto, ad eliminare le barriere del mercato in specifici settori (come quello della plastica o degli sprechi alimentari, per i quali si è posto l'obiettivo di riduzione della metà dei rifiuti) e a sostenere settori importanti come l’innovazione tecnologica nella gestione dei rifiuti e della progettazione ecocompatibile dei prodotti;

  • nuove proposte legislative in materia di rifiuti, al fine di aumentare il riciclaggio, migliorare la gestione dell’intero ciclo produttivo e consentire il riutilizzo del maggior numero di risorse. Per ottenere tali obiettivi si terrà conto delle diverse situazioni degli Stati membri, ponendo come necessario un rafforzamento della collaborazione con gli stessi. Entro il 2030 si prevede che sarà riciclato il 65% dei rifiuti domestici e il 75% dei rifiuti da imballaggio; inoltre, si stabilisce la riduzione al 10% della quantità di rifiuti collocati in discarica e il divieto di ricomprendervi i rifiuti della raccolta differenziata.

 

Per l’attuazione del pacchetto saranno utilizzati circa 6 miliardi di euro (cifra risultante dalla somma tra fondi SIE, fondi del progetto Horizon 2020 - il programma di finanziamento dell’UE per la ricerca e l’innovazione - e i fondi strutturali per la gestione dei rifiuti).

Secondo i dati comunicati dalla Commissione, le misure adottate consentiranno dei risparmi netti per le imprese europee pari a 600 miliardi e una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 2-4%, spingendo il Pil dell’eurozona verso un aumento dell’1% entro il 2030 e creando migliaia di nuovi posti di lavoro.

 

 

Perché è importante raggiungere una economia circolare?

Il pacchetto di misure è stato presentato come “ambizioso ma realistico”. La proposta, seppur depotenziata in alcuni punti rispetto a quella presentata dalla precedente Commissione, lancia una sfida ardua che permetterà comunque di affrontare in maniera intelligente il problema della esauribilità delle risorse e dell’impatto crescente e indiscriminato sul nostro ecosistema.

L'economia circolare rappresenta un modello collaborativo che aiuta lo sviluppo sociale sotto molteplici aspetti, promuovendo la competitività e l'innovazione, stimolando la nascita di nuovi modelli imprenditoriali e favorendo la modernizzazione delle politiche sociali, con conseguenti effetti positivi a lungo termine per l'economia europea nel suo insieme.