Il glutammato monosodico (codice E621) è un esaltatore di sapidità che si trova in moltissimi alimenti confezionati. I prodotti che di solito contengono glutammato sono i dadi da brodo, cibi in scatola e liofilizzati.

In alcuni casi la presenza di glutammato serve per far sì che il prodotto risulti gradevole al palato, risultando in una certa omogeneità nel sapore. In altri casi la sua presenza serve a mascherare una qualità complessiva scadente (nei dadi da brodo di carne, la presenza di carne stessa è in molti casi irrilevante e ben inferiore al 5%).

Prodotto ormai solo in  modo industriale, è un additivo molto controverso che è stato ripetutamente studiato in campo alimentare. Le ricerche effettuate hanno concluso che tale sostanza può essere utilizzata senza rischi per la salute, eppure alcune persone lamentano disturbi dopo aver consumato cibi contenenti glutammato.

Quali sono gli effetti riportati in seguito al consumo di glutammato monosodico negli alimenti industriali?

Alcune persone hanno riscontrato l’insorgenza di mal di testa, vampate di calore, sudorazione, intorpidimento, bruciore alla nuca, palpitazioni, gonfiore, nausea e debolezza in seguito al consumo di cibi contenenti glutammato.

Esiste, inoltre, la “sindrome da ristorante cinese“, così chiamata per definire disturbi che possono presentarsi a seguito del consumo di un pasto cinese, in quanto i piatti della cucina asiatica sono particolarmente ricchi di glutammato.

Da non sottovalutare l’aspetto “assuefazione”: consumare cibi che contengono glutammato monosodico crea una necessità di mangiare sempre più prodotti che ne contengono.

Se proprio non si può fare a meno di utilizzare il dado, lo si può autoprodurre (si trovano moltissime ricette su libri e Web) oppure se ne può acquistare uno completamente naturale e senza glutammato di sodio nei negozi biologici specializzati.

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E’ comunque obbligatorio indicare la presenza di glutammato monosodico nei cibi, quindi è importante controllare sempre l’etichetta dei prodotti quando facciamo la spesa, se si vuole limitare l’utilizzo di tale additivo.