Raccontano leggende, nascondono segreti oppure offrono rifugio E c'è pure quello che da anni partecipa a partite di calcio. Può sembrare strano ma stiamo parlando di alberi, da proteggere e premiare. C'è tempo, infatti, fino al 28 febbraio per votare all'European Tree of the year, il concorso che premia la pianta che più rappresenta una comunità oppure custodisce una storia da tramandare. Il contest, organizzato dall'Epa, l'enviromental partnership association, è nato nel 2011 prendendo spunto da un analogo concorso che si svolgeva in Repubblica Ceca e che coinvolgeva intere comunità nel riconoscere e votare un albero simbolo della propria storia.

L'edizione di quest'anno, per la prima volta vede il coinvolgimento di 14 nazioni europee: Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Inghilterra, Estonia, Francia, Ungheria, Irlanda, Italia, Polonia, Scozia, Slovacchia, Spagna e Galles. Le piante che saranno votate sul sito del contest non saranno le più belle e più grandi, ma quelle in grado di raccontare la storia più toccante, racchiudere lo spirito di un paese o di un borgo le cui radici sono innestate nella vita della popolazioneche che le circonda.

In Estonia, ad esempio è stata selezionata una quercia posta al centro di un campo di calcio. La storia racconta che prima del 1951 c'era una piccola zona sportiva accanto all'albero, quando è stata ampliata la quercia è finita al centro dello stadio. Due trattori hanno cercato di spostarla ma i cavi hanno ceduto e da quel giorno l'albero partecipa alle partite e offre ombra ai giocatori. La leggenda ammanta anche un'altra quercia questa volta a Nottingham, il Inghilterra. Già la località riporta alla mente colui che toglieva ai ricchi per dare ai poveri: Robin Hood. E proprio nella foresta di Sherwood c'è la Major Oak una farnia di circa 800 anni. Secondo la tradizione il suo tronco cavo e stato utilizzato come rifugio al principe dei ladri.

E proprio una cavità è l'emblema anche dell'albero scelto per l'Italia: l'Olivo di Canneto Sabino nel Lazio. Con oltre duemila anni è il capostipite dei tantissimi olivi secolari della Sabina, nessuno dei quali ne eguaglia pero maestosita e bellezza. Alla base del tronco si apre una cavita che penetra sino al cuore delle sue radici generando una vera caverna.

Per quanto riguarda le stranezze da non perdere l'albero sdraiato. Si trova a Llanfyllin nel Galles. Questo maestoso Pino silvestre per oltre 200 anni ha svettato solitario dall'alto di una collina, ospitando sotto la sue fronde matrimoni, funerali e passioni. Lo scorso febbraio, però, una bufera l'ha sdradicato. La gente del luogo si è rimboccata le maniche ed è intervenuta prontamente coprendo le radici con la terra trasformando l'albero in una fenice: continua a vivere e crescere ma sdraiato.