Il giudizio sul nostro paese è molto spesso critico e privo di fiducia, da parte di noi italiani in primis. E di certo, motivi per non stare allegri in questo periodo ne abbiamo parecchi: anche da un punto di vista di salvaguardia ambientale e comportamenti ecologisti purtroppo non brilliamo e ci ritroviamo a guardare con ammirazione e invidia i nostri cugini d’oltralpe che da insegnarci in questo senso hanno davvero tanto...
Poi, ogni tanto, ti imbatti in qualcosa di nuovo e scopri che in realtà le cose si muovono: realtà che non sapevi esistessero e che mettono un grande impegno nella diffusione di tematiche importanti come il consumo consapevole e il riciclo di materiali di scarto.

Per questo, oggi ci facciamo un viaggetto tra storie di ordinaria ecologia tutte italiane.

Il nostro tour parte da Genova dove incontriamo l’associazione IoRicreo nata nel 2007 dall’idea di due studenti universitari appassionati di ecologia e interessati a condividere le loro conoscenze in ambito di riciclo. Oggi è diventata un punto di riferimento cittadino per chiunque voglia imparare a realizzare oggetti e complementi di arredo utilizzando materiali di scarto: l’associazione, infatti, organizza laboratori di riciclo e riuso destinati ad adulti e bambini.

 

Scendiamo a Roma nel popolarissimo (sotto tutti i punti di vista) quartiere di Testaccio troviamo un laboratorio che regala nuova vita ai fondi di magazzino. La filosofia di Made in Testaccio è quella di andare contro la velocità e il consumo irresponsabile della nostra società, rallentando i ritmi e restituendo importanza ai lavori artigianali, prediligendo però materie prime di recupero, in un processo creativo in cui tutto diventa “altro”.

Preseguendo la discesa arriviamo a Napoli qui troviamo Remida, un centro di cultura del riuso creativo che fa parte di una rete internazionale di Centri di recupero di materiali, che conta 17 centri nel mondo, di cui 11 in Italia e Remida Napoli è l'unico del Sud: qui  si raccolgono, si espongono e si offrono le rimanenze e gli avanzi della produzione industriale da destinare a progetti culturali e didattici che sappiano reinventare il loro utilizzo.
Anche qui i materiali non provengono da discariche o da cassonetti, ma sono prodotti nuovi, catalogati come errori della produzione e per questo scartati oppure giacenze di magazzino di difficile vendita.

  

“Rotolando verso Sud” finiamo il nostro viaggio a Palermo, alla Bottega del Riuso, un luogo di incontro per tutti gli artisti del riciclo siciliani. Qui si trovano oggetti e opere artistiche che prendono vita da veri e propri rifiuti: capsule del caffè, ombrelli rotti, scampoli di stoffa, tastiere di pc e tanto altro.
Un progetto nato nel 2011 con lo scopo di sostenere la creatività siciliana capace di dare una seconda vita a materiali che altrimenti finirebbero in discarica.

E osservando le foto delle creazioni, direi che fanno benissimo a sostenerli!