Sentiamo ogni giorno parlare di smart city, ma conosciamo l’impatto di questo modo di vivere gli spazi urbani sulla nostra quotidianità? La risposta alla suddetta domanda è al centro di numerosi progetti di ricerca in tutto il mondo: tra questi posso ricordare l’indagine svolta recentemente tra i membri di VDE (Associazione tedesca per le tecnologie elettriche, elettroniche e informatiche), che ha fatto emergere come il 67% degli intervistati attenda la realizzazione della prima metropoli totalmente connessa in Germania nei prossimi 15 anni.

Qualche altro numero? Quelli di uno studio condotto dal gruppo Ambrosetti (in prima linea dal 1965 nell’ambito della consulenza aziendale), che ha mostrato come investire ogni anno il 3% del Pil in soluzioni innovative per le città può determinare un ritorno caratterizzato da un aumento dello stesso compreso tra l’8 e il 10%, grazie anche a implementazioni riguardanti l’illuminazione stradale e la segnalazione della raggiunta capacità dei contenitori pubblici per la raccolta dei rifiuti.
La strada verso la smart city vera e propria è ancora lunga, ma è bello rendersi conto come questo processo sia oggetto di speranze e attese, ma soprattutto di consapevolezza dello status quo, il che significa valorizzazione dei passi già compiuti e attenzione tecnica a quelli ancora da effettuare.

Come vanno le cose in Italia a questo proposito? Per avere un termometro parziale della situazione possiamo guardare a Matera, capitale europea della cultura per il 2019.
Realizzare la prima smart city fondata sulla geologia: questo l’obiettivo del progetto Smart Basilicata, promosso e finanziato dal Miur, dal Cnr, da Enea, dall’Università degli Studi della Basilicata e da Enel. 
Venerdì 6 febbraio, proprio nella città dei sassi, è andato in scena un convegno in cui - alla presenza di alcune cariche istituzionali e di membri del consiglio nazionale dei geologi - si è parlato della necessità di sbloccare alcuni nodi fondamentali per la gestione del territorio in ottica sostenibile, tra cui la legge per il consumo di suolo, ferma ormai da due anni.

Durante il convegno il Geologo Mario Tozzi, ricercatore del Cnr-Istituto geologia ambientale e geoingegneria (Igag), ha affermato, infatti, che Va approvata subito la legge 'stop al consumo del suolo', che consente di intervenire e ristrutturare l’esistente e blocca le nuove costruzioni spesso esposte a rischi e con conseguenze sulla tutela del territorio…L’unità di missione ha sbloccato alcune opere pubbliche, ma ritengo che un fiume lasciato in pace procuri meno danni rispetto a uno manutenuto”
Matera, famosa nel mondo per la sua particolarità geologica, può quindi diventare un punto di riferimento mondiale di sinergia tra tutela dell’ambiente e qualità della vita dei cittadini, tutto grazie all’indispensabile ausilio delle reti intelligenti.

Non resta che attendere i prossimi passi di questo interessante progetto che ha in primo piano una delle eccellenze paesaggistiche italiane! Un po’ di orgoglio non guasta, anzi è fondamentale per mettere in moto la macchina delle idee e innovare gli spazi urbani che viviamo ogni giorno!