Si chiama Barry Rosenthal  ed è un fotografo: anzi è meglio definirlo un archeologo urbano perché va in giro esplorando la realtà che lo circonda in cerca della prossima ispirazione. Rosenthal, infatti, è un fotografo botanico: i suoi soggetti sono piante e fiori di cui la natura si compone.

Nelle sue ricerche di soggetti, ha notato però una crescente contaminazione dell’ambiente naturale di elementi che poi tanto naturali non sono: la spazzatura.
Per questo ha deciso di cambiare soggetti pur continuando a fotografe ciò che “si trova in natura” e di dare vita ad un’intera collezione di foto che ritraggono la miriade di oggetti che è possibile rinvenire, ad esempio, sulle coste intorno al porto di New York: bottiglie, posate di plastica, indumenti da lavoro, scarpe e così via.

Li ha suddivisi a volte per categorie altre per gamma di colore e li ha immortalati in un progetto artistico che ha preso il nome, appunto, di Found in nature: una serie di bellissimi collage che ci parlano dell’inquinamento delle nostre spiagge e dei nostri mari.

Anche in questo caso, la bellezza estetica stride e crea contrasto con la durezza del messaggio che vuole trasmettere: più attenzione e più consapevolezza delle nostre responsabilità nel tutelare l’ambiente in cui viviamo. Altrimenti domani, non saranno più prati fioriti e spiagge bianche a circondarci ma montagne di spazzatura per le quali non potremmo rimproverare nessuno, se non noi stessi.

Le foto di Rosenthal sono esposte in una collettiva intitolata The I of the camera in mostra fino al 25 aprile alla Flomenhaft Gallery di New York: nel caso vi trovaste a passare per la Grande Mela...