Vivere la mobilità in ottica sostenibile significa anche capire che, quando un mezzo presenta dei difetti, è necessario mettersi all’opera per ripararlo, riuscendo magari anche a divertirsi e a conoscere nuovi amici.

Questo è lo spirito delle ciclofficine, che stanno diventando sempre più numerose nelle città italiane. Un esempio interessante al proposito arriva da Varese, dove è stata lanciata una campagna di crowdfunding, che ha raggiunto e superato il traguardo, nel mese di aprile.

Cyclhub è un progetto che ha visto la luce grazie al sostegno del web e alla forza di volontà di alcune associazioni e di un gruppo di cittadini, che hanno deciso di creare un chiosco (che si trova in Via De Cristoforis) che fosse non solo un luogo dove riparare la propria bicicletta, ma anche un punto di riferimento per chi ha intenzione di scambiare idee e parlare di cultura del riuso (Cyclhub è aperto ogni sabato dalle 10.00 alle 18.00).

Un progetto dedicato invece nello specifico ai bambini è “Bici ti aggiusto io”, una ciclofficina per i più piccini creata con l’obiettivo di educarli alla mobilità sostenibile fin dai primi anni. Questa volta siamo a Milano - in questi mesi sotto la Madonnina ci sono tantissimi esempi di mobilità sostenibile - con un’iniziativa di Edison che, ogni sabato mattina, permette ai bambini d’imparare ad aggiustare la propria bicicletta nella meravigliosa cornice della Rotonda Besana, a pochi passi dal Duomo (sto parlando di una delle bellezze nascoste di Milano, un luogo che, ve lo dico da meneghina doc, non potete non visitare se fate un salto per Expo).

La mobilità sostenibile è anche questo: voglia di sporcarsi le mani per occuparsi direttamente dei mezzi che ci permettono ogni giorno di muoverci rispettando l’ambiente!