Abbiamo già parlato di Waste Recycling nel primo articolo di questa rubrica: un’azienda toscana che da oltre 20 anni opera nel settore dello smaltimento e del trattamento di rifiuti industriali, che ha da tempo associato il suo nome ad iniziative per sostenere e promuovere forme artistiche realizzate appunto con materiali di recupero.

SCART: spazio alle idee
Il progetto SCART è una di queste: nato oltre 16 anni oggi è un marchio registrato con cui vengono realizzate opere e installazioni esclusive fatte al 100% di rifiuti e con una rete coinvolge oltre 130 giovani artisti, designer e architetti.
Tanto per citare qualche esempio di prestigiose collaborazioni che hanno al loro attivo: hanno realizzato Mediterranea, l'imponente scenografia per il Concerto di Andrea Bocelli e i costumi di scena per il coro, Manon Lescaut di Puccini, Madama Butterfly e Carmen per il Teatro del Silenzio di Lajatico.

Il campionario di produzione è vasto e variegato: da oggettistica d’arredo quali lampade, divani, poltrone e tavoli ad abiti, giochi, strumenti musicali che funzionano davvero fino.
Un’esperienza aperta a chiunque voglia entrare in questa rete di ecoartisti e associare il proprio nome alle attività e all’etica di Waste Recycling: qui tutte le informazioni. 

SCART e ECOMONDO
Una realtà come quella di Waste recycling non poteva non essere presente ad una kermesse così importante nel settore green come ECOMONDO: e vi partecipa sempre con stand progettati e realizzati nei minimi dettagli seguendo la filosofia ecologica dell’azienda.
Nell’ultima edizione i visitatori si sono trovati davanti una vera e propria "cappella", una navata unica con acquasantiere realizzate con fusti olio da 200 litri e confessionali ricavati da due apini da rottamare.
File rouge (nel vero senso della parola...) dello stand, la mostra in corso a Volterra Rosso Fiorentino, Rosso Vivo curata da Vittorio Sgarbi che fino a dicembre 2015 ospita REDwaste by SCART la pala di 375cm ×196cm firmata da Maurizio Giani, ideatore e responsabile del progetto SCART, realizzata con scarti provenienti dal tessile, da calzaturifici, dall’industria farmaceutica e da mobilifici del territorio.