Sembra incredibile ma vi assicuro che è possibile: o almeno, anche per me lo è da quando ho scoperto l’arte di Mbongeni Buthelezi.

Un pittore sudafricano che dipinge usando i rifiuti in plastica: li taglia in piccoli pezzi che vengono incollati poi sulla tela, creando l’effetto di colorate e precise pennellate e riuscendo a dare vita a soggetti di vario genere come se utilizzasse delle normalissime pitture.
Di necessità virtù, il suo modo di fare arte parte dalla difficoltà economica e dal non potersi permettere tele e colori costosi necessari per dipingere. Dopo un workshop in Svizzera, Buthelezi sviluppa l’idea di utilizzare la plastica prima come tela e poi direttamente come tinte di colore con cui dare vita ai suoi quadri: la plastica è economica e la si può trovare ovunque, ecco il perché di una scelta così “naturale”.... da un punto di vista logico!
Associato all’applicazione a caldo, l’effetto è sorprendente e le opere di Buthelezi sono dei veri e propri capolavori di sperimentazione e salvaguardia ambientale.

Il messaggio che veicolano parla di povertà sociale e politica e di mancanza di opportunità in cui vive il Sud Africa. Ma allo stesso tempo “fare arte” diventa un modo per mandare messaggi di speranza: che la fortuna è possibile costruirsela dal nulla, partendo dal basso, addirittura trasformando in ricchezza ciò che la società destinerebbe al macero

Nello spazio di sedici anni Mbongeni Buthelezi si è affermato come un artista professionista a livello internazionale: ha ricevuto una onorificenza  dalla giuria del Weekly Mail and Guardian Trust Award per la sua coscienza sociale, la creatività e per il suo impegno e contributo per l'ambiente.


Fonte www.mbongeni-buthelezi.com