Lo stato federato del Sikkim in India, dopo un percorso lungo 12 anni, è riuscito a diventare il primo paese 100% ad agricoltura biologica.

Il Primo Ministo Pawan Chamling ideatore dell’iniziativa, lanciata nel lontano 2003, dal nome “Sikkim Organic Mission” aveva come obiettivo quello di eliminare del tutto l’uso di sostanze chimiche fertilizzanti nei processi agricoli.

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Il cambio di rotta verso il bio

Si è deciso di eliminare i fertilizzanti chimici al fine di salvaguardare la salute di persone e ambiente per proteggere gli ecosistemi più a rischio dal momento in cui alcuni uccelli e topi presenti nei campi dell’Assam sono stati trovati morti a causa dell’uso eccessivo di diserbanti e prodotti chimici.

Gli sforzi messi in campo da parte delle autorità sono stati notevoli se si pensa che nello Stato non esisteva una normativa orientata in questo senso e che è stata necessaria oltre che una formazione accurata agli agricoltori, la selezioni di prodotti dall’elevato potenziale per il mercato biologico quali: curcuma, zenzero, peperoncini, mais e senape e su queste sono state fatte le inziali sperimentazioni.

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Dal momento in cui tutte le colture sono diventate 100% bio la richiesta per i prodotti del luogo è aumentata, gli agricoltori guadagnano il 20% in più e sono aumentati i posti di lavoro.

Il Sikkim è ufficialmente divento un esempio per l’Europa e soprattutto per i paesi del nord come la Danimarca che non si accontenta di essere il paese più sviluppato al mondo nel commercio del prodotti biologici e punta ad un’agricoltura 100% bio. 

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