La Corte Penale Internazionale dell’Aia ha reso noto che dal mese di Settembre 2016 perseguirà i crimini ambientali, cioè quelli legati alla deforestazione spietata e allo sfruttamento delle risorse naturali. Si tratta di una svolta storica per il tribunale che dal 2002 perseguiva esclusivamente i crimini contro l’umanità e i casi di genocidio.

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Tutto è stato possibile grazie al procuratore dell’ICC Fatou Bensouda, che si è trovato ad indagare su un possibile caso di accaparramento illecito di terre in Cambogia in cui erano coinvolti anche esponenti del governo. I crimini ambientali saranno quindi puniti al pari del genocidio e dei crimini di guerra perchè considerati come crimini contro l’umanità anche alla luce delle conseguenze che vivono gli abitanti delle terre coinvolte.

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La Corte Penale Internazionale potrà comunque perseguire solamente i responsabili di crimini ambientali che provengono dai 139 Paesi che hanno firmato lo Statuto di Roma da cui sono assenti Cina, India, Indonesia, Etiopia.

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