Arriva dalla Somalia una storia di incredibile creatività e talento. Protagonista è un ragazzino di tredici anni di nome Guled Abdi Adan. Senza alcuna conoscenza in campo meccanico, il tredicenne somalo riesce a creare eco-giocattoli meccanici riciclando vecchi barattoli trovati nella spazzatura.

Nato e cresciuto in una famiglia indigente a Budhole, nel nord della nazione, Guled ha iniziato a coltivare la sua passione sin da piccolissimo: ogni giorno, al termine delle lezioni, tornava a casa per cimentarsi nella creazione di giocattoli di plastica da oggetti di scarto e rifiuti. Osservando attentamente le automobili in città, poi, ha deciso di provare a dare un movimento a queste sue creazioni, riuscendo nell'impresa di costruire, senza alcuna conoscenza tecnica o meccanica, giocattoli che si muovono grazie a una centralina di controllo alimentata a batteria. 

Grazie all'aiuto del suo maestro, il primo a incoraggiarlo in questa incredibile impresa, Guled ha potuto pagare le prime batterie e continuare a sperimentare sulle sue invenzioni sfruttando materiali trovati tra i rifiuti. 

La sua fama è cresciuta rapidamente oltrepassando anche i confini della città fino a portarlo dinanzi all'ex primo ministro somalo Abdiweli Mohamed Ali, il quale si è impegnato a provvedere a finanziare il proseguimento del suo corso di studi che si spera potrà portare il piccolo Guled a realizzare il suo più grande sogno: diventare un vero produttore di automobili.