Si è conclusa il 18 febbraio scorso la personale  Morra cinese. Sasso, forbice, carta dell’artista Caterina Crepax, in mostra alla Galleria Francesco Zanuso di Milano.
Figlia d’arte (il padre è il famoso fumettista Guido Crepax), le opere di Caterina hanno come comune denominatore la carta: riciclata, lavorata, trasformata in fantastiche opere tridimensionali.

Per i suoi lavori, riutilizza tutto: scontrini fiscali, documenti triturati, rotoli per calcolatrici, avanzi di tipografia, carta da pasticceria. Nelle sue mani talentuose vengono tagliati, plissettati, arricciati, ripiegati e si trasformano in leggerissime e poetiche creazioni d’arte e sartoriali. Si perché la sua produzione spazia da vere e proprie sculture ad abiti da indossare: un repertorio che nasce dal mix di arte, fashion design e illimitata fantasia.

Milanese di nascita, architetto e interior design, debutta con le sue opere per la prima volta nel 1995 al Salone Internazionale del Mobile di Milano. Da quel momento il suo talento si diffonde dentro e fuori i confini italiani e le sue creazioni oniriche diventano oggetto di interesse per collaborazioni di vario genere: servizi fotografici, allestimenti per aziende leader nella produzione della carta, eventi di moda, sfilate, spettacoli teatrali, mostre e fiere

Di lei, il critico d’arte Gillo Dorfles scrive : Gli abiti di carta di Caterina Crepax sono disegni tridimensionali. C.C. è inventrice di un “genere” nuovo, che solo in apparenza rientra in quella che si suole definire “moda” e che della moda vestiario, ha solo l’apparenza estrinseca. Giacchè questi abiti di carta bianca – quasi crisalidi da cui debba uscire alla luce “l’insetto perfetto”, misteriosa donna o gigantesco pesce – sono in effetti creazioni fantastiche a metà tra la scultura e la decorazione effimera….

Un materiale, mille usi 
Un materiale estremamente malleabile e riconvertitile, dai mille usi e dalle tante vite: la carta è sempre più oggetto di interesse per artisti, designer, architetti e creativi più in generale tanto che gli esempi in circolazione sono sempre più frequenti e disparati.

Totalmente nostrana ad esempio è l’esperienza di Cartina la prima scarpa realizzata in carta riciclata: non solo ecosostenibile ma anche bella da vedere e comoda da indossare.

Dell’argentina Ana Hagopian sono invece le delicate e preziose collezioni di gioielli a tema floreale.

Il Giappone ha da sempre dato prova di essere all’avanguardia e infatti ha i suoi natali proprio in questo paese Shigeru Ban, architetto visionario che progetta edifici, ponti e chiese con carta e cartone. Ovviamente impermeabilizzati per resistere alle piogge!

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