La raccolta differenziata dei rifiuti organici in Italia cresce sempre più. I dati del "Rapporto rifiuti 2015" elaborato dal CIC (Consorzio Italiano Compostatori) parlano di un incremento di quasi il 10% nel 2014, con oltre 5,7 milioni di tonnellate di rifiuti organici pari al 43% di tutta la raccolta differenziata del Paese. Il caso italiano rappresenta un'eccellenza in ambito europeo, per questo motivo il CIC è stato invitato dalla Commissione Europea a presentarsi a Bruxelles nell’ambito dei lavori per la discussione sulla circular economy.

L'eccellenza italiana si concretizza nell'esempio della città di Milano, diventata la città metropolitana con la percentuale complessiva di raccolta differenziata più alta al mondo (il 53% nel 2015), superando anche San Francisco. 

L'importanza di un corretto recupero e smaltimento della frazione umida risiede nelle cifre legate al risparmio ottenuto dal suo riutilizzo come fertilizzante: si tratta di un risparmio di 1,4 Mt di CO2 equivalente/anno rispetto all’invio in discarica. Le buone pratiche dei cittadini si confermano, dunque, come imprescindibili per la realizzazione dell'economia circolare, in quanto i rifiuti organici rappresentano il motore principale di molti impianti italiani per la produzione di biogas e fertilizzanti organici (compost) e per la conseguente riduzione di emissioni di CO2 nell'atmosfera. Secondo i numeri rilasciati dal CIC, in Italia sono presenti 240 impianti di compostaggio e 43 di digestione anaerobica, che consentono di ottenere all’anno 1.326.000 tonnellate di compost. Ma come fare per effettuare una corretta raccolta dell'umido? Ecco qualche consiglio.

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  • La raccolta degli scarti alimentari comprende gli alimenti di origine vegetale e animale, sia cotti che crudi, ma è necessario che siano separati in maniera accorta evitando di unire ai rifiuti altri oggetti in plastica, vetro o latta. Nel caso di cibi avanzati dalle portate, laddove non sia possibile consumare successivamente quanto avanzato, è importante attendere che gli alimenti siano freddi prima di gettarli nell'umido, per evitare che il calore sciolga i sacchetti compostabili.

  • Il processo di trasformazione in compost prevede l'utilizzo di microrganismi che, ovviamente, non si cibano di plastica e altri scarti. È dunque importante utilizzate il sacchetto giusto per la raccolta e scegliere solamente tra sacchetti in carta o bioplastica certificata.

  • Infine, bisogna prestare attenzione al calendario di raccolta e disporre i sacchetti negli appositi contenitori nei giorni stabiliti per la raccolta dell'umido.

Il miglior rimedio resta comunque la riduzione dello spreco di cibo, partendo dal momento in cui ci si reca a far la spesa. Tanti consigli utili e semplici sono presenti nella nostra guida pratica al risparmio ecosostenibile. Scaricala, è gratis!