Una torta nuziale fatta di pneumatici, un bagno chimico con la cannuccia, un grande cerotto sul muro di un palazzo. Non siamo Ai confini della realtà ma nel mondo di Biancoshock, stimato e anonimo street artist milanese, che il paesaggio urbano lo vede a modo suo.

Le sue opere nascono da piccoli interventi su oggetti abbandonati nel contesto urbano o su scenari metropolitani, mostrando la realtà sotto un’altra angolazione: un passaggio dal degrado all’ironia, dal rifiuto al design cool. Lui stesso definisce la sua tendenza Effimerismo, ovvero una forma d’arte in cui le opere hanno una vita limitata nello spazio ma sopravvivono invece nel tempo grazie alle testimonianze fotografiche e alla diffusione virale dei social network.

La base delle sue “visioni” può essere un cartello stradale, il bidone della spazzatura o una crepa sul muro: scenari cittadini fissi e ignorati che tornano protagonisti, catturando l’attenzione e lo sguardo del passante e regalando molto spesso un salutare sorriso ma anche un’etica riflessione. 

Per Biancoshock, la città diventa un palcoscenico su cui esibirsi e al tempo stesso affrontare tematiche comuni e di alto impatto sociale: il consumismo, lo stress dei ritmi moderni, il difficile equilibrio uomo-natura, il degrado nelle metropoli.