La comparsa delle alghe nell’alimentazione dell’uomo affonda le proprie radici in tempi remoti. Sin dall’antichità popolazioni orientali, in particolare Cinesi e Giapponesi, utilizzavano questa pianta all’interno della propria dieta, visto le innumerevoli proprietà nutrizionali.

Sembrerà strano, ma le alghe sono una fonte ricca di carboidrati e proteine, in media raggiungono valori del 35%, talvolta fino a toccare livelli del 70%. Sono presenti, inoltre, i famosi acidi grassi omega3, importanti per la salute umana, antiossidanti, vitamine (betacarotene), sali minerali e oligoelementi, tra cui il ferro e lo iodio. Grazie alla presenza degli acidi grassi, le alghe sono in grado di svolgere anche una funzione antinfiammatoria, accelerano il metabolismo tramite lo iodio che stimola la tiroide e aiutano l’organismo ad attivare le difese immunitarie, infine, rafforzano capelli, ossa e unghie.

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Il maggiore consumo di questo alimento oggigiorno è anche dovuto al fatto che aiutono il nostro corpo ad eliminare le tossine e le impurità accumulate, fornendo allo stesso tempo un importante apporto di proteine, vitamine, oligoelementi, fibre e antiossidanti. A testimonianza di tutto ciò è l’elevato uso nello sport perché permettono di resistere più a lungo alla fatica.

Le specie di alghe più utilizzate nella nostra alimentazione sono sicuramente le seguenti:

Wakame;
Arame;
Kombu;
Nori;
Hijiki.

Infine, da queste piante speciali si estrae una sostanza particolare, i ficocolloidi, gelatinosa e vischiosa che viene utilizzata per le sue proprietà addensanti ed emulsionanti in particolar modo nell’industria alimentare. Anche nel settore industriale, farmaceutico e cosmetico questa sostanza presente nelle alghe sta avendo un notevole utilizzo.

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