L'agenzia internazionale per l'Energia ha messo in guardia: se si vogliono mantenere gli accordi di Parigi sul clima, entro il 2030 almeno il 35% del venduto del settore automobilistico deve essere a propulsione elettrica. Dovremmo utilizzare più macchine elettriche perché i dati di vendita non sono confortanti, a parte i paesi più virtuosi che sono la la Norvegia, con il 33% di auto elettriche vendute, e l'Olanda.

La Toyota è una delle case automobilistiche che più ha investito in automobili elettriche. Tokyo può essere considerata una città modello in materia di mobilità sostenibile: nonostante i 35 milioni di abitanti, circa il 75% della popolazione ha rinunciato all'automobile in favore del trasporto pubblico. La città conta una rete metropolitana immensa; 285 stazioni, servite da 13 linee ad altissima efficienza.

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Solo il 6% della popolazione si sposta in automobile. Nel 1997 Toyota ha commercializzato la prima autovettura elettrica “bimotore”, capace di coniugare il motore a benzina e quello elettrico.

Da allora sono state vendute più di 8 milioni di auto ibride e si sono fatti enormi passi in avanti. Ora la stessa casa automobilistica, sempre sensibile alle tematiche ambientali, sta puntando sulle celle a combustibile a idrogeno. Tuttavia, secondo i produttori, per spostarsi in città è preferibile l'utilizzo di veicoli a batteria: è stato così progettato I-road, un veicolo a tre ruote a metà tra auto e moto, che si ricarica alla presa di casa e si parcheggia ovunque. Ideale per i tragitti brevi fino a 50 Km. Una concept car messa su strada per un'azienda sempre eco-friendly e orientata verso città sempre più smart. 

L'avveniristico "trike" made in Toyota è già utilizzato nel sistema car sharing di Grenoble in Francia.

 

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