Noi tutti sappiamo che Internet è una grande rete che mette in comunicazione gli abitanti del mondo tra di loro. Per offrire questo servizio servono numerose infrastrutture che necessariamente devono essere alimentate per funzionare.

Il consumo di energia elettrica è enorme, e naturalmente tutto ciò comporta una cospicua emissione di gas serra nell’atmosfera, con conseguenze negative per l’ambiente.

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Un’agenzia francese che si occupa di energia, la “Ademe”, si è impegnata a calcolare l’inquinamento prodotto dalle tecnologie digitali, come ad esempio dall’invio e dalla ricezione delle mail: è stato calcolato che una mail con un allegato di un megabyte assorbe 25 wattora, praticamente l’esatto equivalente che serve ad una lampadina a basso consumo per rimanere accesa due ore. Più specificatamente, ciascun messaggio di posta elettronica, secondo un’analisi del britannico Mike Berners-Lee, comporta la dispersione nell’atmosfera di quattro grammi di CO2; questo calcolo però, prevede insieme al consumo energetico per la trasmissione dei messaggi, anche le fasi per la fabbricazione degli apparecchi.

Inoltre, un computer fisso consuma di più rispetto ai vari dispositivi portatili, ma tutto ciò non deve farci pensare che il digitale sia da condannare, poiché il metodo tradizionale “carta e penna” era più dannoso per l’ambiente.

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