Come si misura la felicità di un paese? Non è solo una questione di crescita economica e di Pil. È da tenere in seria considerazione il fattore sociale e ambientale, il livello di sostenibilità.

È quanto emerge dal Rapporto mondiale sulla felicità 2016 dell'Onu che prende in esame 156 paesi.

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Danimarca, Svizzera, Islanda, Norvegia, Finlandia, Canada, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Australia e Svezia. Sono i primi dieci paesi in cima alla classifica. L'Italia è al 50° posto. La felicità è il prodotto di molti aspetti della società: il reddito pro capite, ma anche le condizioni sociali, le condizioni di lavoro, la salute, l'inquinamento, e i valori (ad esempio la generosità). Il degrado ambientale, secondo il rapporto, riduce direttamente il benessere al di là degli effetti sulla salute umana e sulla produttività.

"Raggiungere la felicità e il benessere dovrebbe essere all'ordine del giorno di ogni nazione che persegue obiettivi di sviluppo sostenibile", ha sottolineato Jeffrey Sachs, direttore dell'Earth Institute presso la Columbia University.

"Il benessere umano deve essere alimentato attraverso un approccio olistico che combina gli obiettivi economici, sociali e ambientali. Piuttosto che considerare un approccio ristretto incentrato esclusivamente sulla crescita economica, dovremmo promuovere le società che sono prospere, giuste e ambientalmente sostenibili".

 

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