Il grano monococco (triticum monococcum) comunemente noto come ‘piccolo farro‘ è stato, secondo le testimonianze, il primo cereale ad essere coltivato nella regione della Mezzaluna fertile ed in seguito insieme ad orzo e farro ha costituito la base della dieta delle popolazioni mediterranee.

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E’ durante l’età del bronzo che inizia ad essere soppiantato dal farro che a sua volta lascerà il posto al grano tenero. Nelle zone in cui, ostinato, ha continuato a crescere sviluppando un’ottima resistenza alle intemperie e ai cambiamenti climatici, come in Provenza, ha ottenuto l’Indicazione Geografica Protetta.

 Sicuramente la resa produttiva è inferiore rispetto a qualsiasi altro cereale eppure la qualità e le proprietà che conserva lo rendono un prodotto migliore e di gran lunga superiore.

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Presenta un elevato contenuto di proteine, vitamine, zinco, ferro, fosforo e antiossidanti e pur contenendo glutine sembra non scatenare reazioni allergiche neanche in chi ne è soggetto.

E’ infatti un tipo di frumento caratterizzato da un genoma più semplice rispetto a quello di altri cereali che lo rende digeribile anche a chi soffre di intolleranze alimentari. Studi condotti in questo senso da team italiani, hanno inoltre dimostrato come consumare il grano monococco prevenga lo sviluppo di allergie al glutine grazie alla misurazione dell’indice di glutine che risulterebbe addirittura minore del minimo misurabile, quando i grani moderni hanno indici superiori al 90%.

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