Il  rapporto tra uomo e natura è stato sviluppato in molte opere cinematografiche prendendo principalmente in considerazione il modo in cui l'essere umano e la sua comunità si adattano all'ambiente circostante e reagiscono ai suoi cambiamenti. Questa capacità di adattamento ha però delle indubbie differenze se consideriamo genere ed età delle persone: i bambini, ad esempio, hanno una delicatezza ed una sensibilità maggiori, ma anche la sensibilità ambientale femminile risulta essere differente (e maggiore, secondo molte ricerca statistiche) rispetto a quella maschile. 

Il cinema non ha mancato di mettere in luce questo particolare rapporto. Per questo motivo abbiamo pensato di consigliarvi 4 meravigliose storie italiane che raccontano il rapporto tra donne e ambiente

1) Iniziamo con Cadenas, un film del 2012 scritto e diretto da Francesca Balbo. Il film racconta la storia delle donne "guarda barriera" in Sardegna, un lavoro che per ragioni sconosciute si tramanda di generazione in generazione in linea esclusivamente femminile. A pochi km da Cagliari, una squadra di donne ogni giorno ha il compito di bloccare manualmente con delle catene l'accesso ai binari di un'antica linea ferroviaria sprovvista di passaggi a livello automatici. L'attesa è la schiavitù di queste donne e la pazienza la loro più grande forza. È una storia di operosità inesplosa che, senza sensazionalismi, riesce in modo poetico a descrivere un incredibile quanto straniante paesaggio rurale attuale.

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2) Ci vorrebbe un miracolo è un film del 2014 diretto da Davide Minnella. Protagonista è Elena Di Cioccio, conduttrice televisiva (ex Iena) che, recatasi in Puglia per una nuova trasmissione dedicata alla natura, si ritrova catapultata nella piccola realtà di paese di cui è originaria la sua famiglia, tra abitudini e superstizioni incomprensibili. I colori della natura pugliese, il riaffiorare dei ricordi, i sentimenti e tutto l'ambiente circostante riescono però a farle abbandonare il sorriso ironico dei primi giorni e a coinvolgerla in un'inchiesta sui mali che avvelenano il Mediterraneo. È una storia leggera ma ricca al tempo stesso, in cui c'è molto per cui sorridere ma anche tantissimo su cui riflettere.

3) Zoo è del 1988 ed è il primo lavoro di Cristina Comencini. Il film è una fiaba ecologica e multiculturale per bambini con protagonista una giovanissima Asia Argento, che interpreta la figlia del guardiano dello zoo di Roma. Diventata amica di un ragazzino slavo fuggito dalla carovana di zingari, accudirà insieme a lui una elefantessa e con lei lo seguirà quando sarà costretto a fuggire. Questa favola riesce ad essere simpatica, leggera, ma assolutamente non banale: è una riflessione incantata sulla "prigione" a cui sono costretti gli animali e spesso anche le persone.

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4) Infine parliamo di una regista e fotografa italiana che ha filmato per tutta la sua carriera le periferie cittadine, i drammi sociali e il lavoro in fabbrica, dedicando moltissime opere al ruolo delle donne: Cecilia Mangini. Ricordiamo in praticolare il documentario Essere donne del 1965 e Maria e i giorni del 1959, dedicato alla figura forte e impetuosa di Maria Limitone. In viaggio con Cecilia è l'utlimo lavoro realizzato con Mariangela Barbanente, un documentario on the road in cui raccontano il cambiamento della Puglia, terra d'origine di entrambe, tra inquinamento e battaglie sociali come paradigma di ciò che succede nel resto del Paese.

 

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