È quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile condotto da LifeGate e Istituto Eumetra Monterosa, su un campione di 1.000 persone. Dal confronto con i dati della prima edizione, realizzata nel 2015 all’inizio del semestre di Expo, è cresciuta, dal 43% al 62%, la percentuale degli intervistati definiti “appassionati” (la sostenibilità è, per loro, un tema prioritario) o “interessati” (tema interessante, ma non prioritario) alla sostenibilità.

Nello specifico, chi è convinto che della sostenibilità non si possa proprio fare a meno anche in tempo di crisi è salita dal 27 al 37%, L’86% degli intervistati dichiara di fare sempre la raccolta differenziata (+18% rispetto al 2015) e il 36% evita di utilizzare l’auto quando è possibile (+24%).

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Aumentata nettamente anche la percentuale, dal 12% al 33%, di italiani che dichiara di comprare prodotti alimentari a Km zero. 

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Più in generale, è cresciuto il livello di dimestichezza e di comprensione dei “parole” inerenti al mondo sostenibile. 

Le motivazioni, che spingono gli italiani a interessarsi ai temi della sostenibilità, sono: al primo posto, il senso di responsabilità per le generazioni future, seguita dalla ricerca del benessere e infine dall’amore per l’ambiente.

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