Secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite più del 10% dell’inquinamento marino da plastica è costituto da reti da pesca abbandonate che per decomporsi completamente impiegano circa 400 anni.

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David M. Stover, Ben R. Kneppers e Kevin J. Ahearn si sono allora messi in contatto per creare Bureo, una società che realizza skateboard e occhiali da sole riciclando le reti da pesca vecchie o abbandonate.

“Abbiamo pensato di combinare le nostre specialità: design ingegneristico, spinta verso lo sviluppo sostenibile e finanze, per fare qualcosa di buono” raccontano.

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Si incontrano in un piccolo paese di pescatori in Cile, pur essendo statunitensi e fanno installare sui pontili appositi contenitori per la raccolta differenziata dei tramagli “Per loro rappresenta una soluzione perché non devono più accumulare le reti nelle proprie case o bruciarle, misura che comporta rischi per la salute”.

Quest’ultime vengono poi portate a Santiago, dove dopo essere state lavate, sono schiacciate e fuse per formare un composto con cui vengono prodotte le lenti e gli skate.

In due anni di attività, l’azienda ha riciclato 50 tonnellate di reti da pesca, venduto più di 4.000 skateboard e 2.000 occhiali da sole per lo più in Italia, e generato un fatturato di oltre 500.000 dollari. 

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