I fisici della Oxford University hanno un nuovo obiettivo: utilizzare i batteri per costruire le fattorie del vento. In uno studio hanno infatti dimostrato che il movimento di materia attiva densa come i batteri potrebbe essere organizzato per far girare rotori cilindrici di piccoli dimensioni e fornire, in questo modo, una fonte di alimentazione continua. Queste centrali potrebbero fare da motori per piccoli dispositivi artificiali. I ricercatori hanno immerso un reticolo di 64 micro-rotori simmetrici nel fluido e hanno constatato che i batteri si organizzavano spontaneamente in modo tale che i rotori posti vicini iniziassero a muoversi in direzioni opposte.

Clicca qui, per conoscere le aziende di ecodesign più vicine a te!

Di motore a batteri in realtà si era già parlato e proprio in Italia e La Sapienza ne aveva dimostrato l’affidabilità in un video esplicativo quindi l’ultimo studio di Oxford non è altro che una conferma.

Leggi anche: Alla riscoperta dell'Eliopompa

“La cosa sorprendente è che non abbiamo avuto bisogno di pre-progettare turbine a forma di ingranaggio. I rotori si sono auto-assemblati da soli in una sorta di parco eolico batterico”, affermano gli scienziati. “La possibilità di ottenere anche una piccola quantità di lavoro meccanico da questi sistemi biologici è preziosa, perché non hanno bisogno di input energetici ed usano processi biochimici interni per muoversi”. 

Trovi tantissimi altri consigli utili e semplici per la quotidianità nella nostra guida pratica al risparmio ecosostenibile. Scaricala, è gratis!