La Terra dei fuochi è tristemente nota nella cronaca italiana. L’inquinamento dell’area, le mozzarelle blu, sono solo due delle infinite notizie che arrivano da una zona che da anni attende una svolta.

Svolta che è appena arrivata con un enorme progetto di bonifica ultimato in questi giorni. Una terra avvelenata che si tenta di riportare alla normalità piantando oltre 17 mila alberi.

Si tratta di un’operazione interamente made in Italy all’interno del progetto comunitario Life Ecoremed, messa in campo attraverso la tecnica di fitorisanamento, una tecnologia naturale per una bonifica sostenibile. La zona di intervento è quella in cui si trova una delle aziende di eccellenza della filiera Cobat (Consorzio nazionale di raccolta e riciclo), la Eco-Bat di Marcianise, l’unica azienda al mondo ad avere un circuito chiuso di riciclaggio di batterie al piombo.

“L’azienda, che da tempo ha avviato una politica di miglioramento ambientale in linea con la certificazione ISO 14001, ha scelto di sperimentare il protocollo ECOREMED nel terreno precedentemente contaminato e di attuare un intervento innovativo che si inserisce a pieno nel concetto di Economia Circolare e di riduzione della produzioni di rifiuti: il compost utilizzato per la riqualificazione del terreno proviene infatti da un impianto di Salerno ed è prodotto della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, mentre il legno di pioppo oltre a svolgere una funzione disinquinante sarà utilizzato nei forni come riducente” spiega  Luciano Morelli, amministratore delegato di Eco-Bat.

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In soli quattro mesi si è messo in sicurezza un terreno di 35.000 metri quadrati contaminato da metalli pesanti, dando vita ad un polmone verde di 17.500 pioppi, piante ideali per neutralizzare la presenza di metalli pesanti. Queste piante diverranno poi biomassa da impiegare nel ciclo dell’impianto.

L’obiettivo finale è quello di unire tre aspetti: disinquinare il suolo; ripristinarne la fertilità; produrre materiali utili per la filiera agro-energetica e della chimica verde.

Uno dei punti forti di questo genere di bonifica è l’essere facilmente replicabile in altre zone sensibili, siano esse impianti petrolchimici, fonderie, discariche industriali e impianti industriali dismessi. Una vera e propria rivoluzione nel settore, che consente di attuare un intervento migliorativo a basso costo, permettndo anche un enorme risparmio economico, dettaglio da non trascurare.

Ci auguriamo che altre zone prendano esempio dalla Eco-Bat e dal suo progetto di bonifica, per riparare almeno in parti i danni fatti dalla sconsideratezza dell’uomo.

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