L’utilizzo delle uova in cucina deve essere sempre attento e responsabile. Mangiare uova andate a male, infatti, comporta dei rischi molto gravi per la nostra salute, in quanto aumenta le possibilità di incorrere in intossicazioni alimentari causate dalla temibile Salmonella Enteritidis.

Nel momento in cui andiamo a preparare delle ricette a base di questo alimento è bene, dunque, accertarsi della loro freschezza e qualità, per essere sicuri di preservare la buona salute del nostro organismo.

Seguite i nostri 6 consigli e finalmente capire le uova sarà davvero un gioco da ragazzi:

1) Per prima cosa osservate il colore: prima di consumare le uova è bene accertarsi non solo della loro freschezza ma anche, e soprattutto della loro qualità, vale a dire verificare che provengano da allevamenti che ne permettano la deposizione in ambienti sicuri, garantendo agli animali condizioni dignitose e il più possibile naturali. Quando rompete un uovo prestate quindi attenzione al suo colore che vi rivelerà molto sulla qualità di vita della gallina che lo ha prodotto. Se il colore del tuorlo è giallo, infatti, il più delle volte significa che proviene da allevamenti in cui gli animali sono tenuti in condizioni malsane mentre se è arancione scuro invece vuol dire che la gallina è stata nutrita con mangimi contenti coloranti. Semaforo verde invece per le uova che presentano un colore arancione chiaro, c’è infatti un’alta percentuale di probabilità che siano state deposte in condizioni ottimali!

2) Attenzione alla perfetta compattezza del guscio: in caso infatti troviate fratture nella parte esterna dell’uovo è meglio rinunciare alla sua consumazione. Attraverso le rotture infatti è possibile che si infiltri il batterio della salmonella.

Clicca qui e cerca tutti i negozi e gli alimentari bio più vicini a te!

3) Verificatene la freschezza immergendolo in un bicchiere d’acqua salata: è uno dei metodi più classici ed efficaci per analizzare un uovo. Riempite un bicchiere d’acqua e scioglietevi un cucchiaino di sale, quindi depositate l’uovo al suo interno. Se questo va subito a fondo vuol dire che è fresco, se rimane a metà del bicchiere pur non essendo fresco è ancora commestibile, se invece galleggia purtroppo dovrete buttarlo via.
Questo accade perché nella parte inferiore di questo alimento è presente una camera d’aria che dovrebbe proteggere l’embrione e che con il passare del tempo di allarga sempre più tanto da permette all’uovo, dopo numerosi giorni, di galleggiare nel bicchiere.

4) Osservatelo in controluce: la presenza di questa camera d’aria ci permette anche di verificare la freschezza dell’uovo esponendolo a una fonte diretta di luce. In questo modo potremmo infatti vederne la grandezza attraverso il guscio: se questa supera i 6 mm di ampiezza l’uovo  non è più commestibile, in caso contrario potrà essere tranquillamente utilizzato in cucina.

5) Analizzatene la forma: si tratta del metodo più semplice in assoluto per verificare la freschezza di un uovo. Rompetelo su un piatto, o comunque su una superficie piana che ne consenta l’osservazione e studiatene lo stato. La prima cosa da osservare è naturalmente il tuorlo: se questo si presenta turgido e compatto, mostrando una perfetta rotondità allora l’uovo è fresco. Se invece presenta dei contorni non ben definiti e si apre verso un albume leggermente acquoso vuol dire che non è propriamente fresco e, a questo punto, spetta a voi decidere se consumarlo dopo averlo ben cotto o buttarlo per non correre alcun rischio. Sicuramente da gettare è invece quando l’albume appare di un colore bianco opaco.

6) La prova del suono: meno sicuro ma comunque utile facendo un po’ di pratica è il metodo che prevede di sentire il rumore emesso dall’uovo quando lo agitiamo. Se scuotendolo infatti sentiamo un sonoro tic-tac purtroppo è il caso di buttarlo via. Questo rumore infatti manifesta quello che è successo all’interno del guscio con il passare del tempo, vale a dire che il tuorlo è ormai scollegato dall’albume. Ciò accade perché con il trascorrere dei giorni, attraverso il guscio, si perdono umidità ed anidride carbonica facendo sì che albume e tuorlo diventino più secchi e si restringano, mentre, come già detto, la camera d’aria aumenta di volume permettendogli di avere più spazio per muoversi e quindi di produrre un rumore più forte.

Trovi tantissimi altri consigli utili e semplici per la quotidianità nella nostra guida pratica al risparmio ecosostenibile. Scaricala, è gratis!