L’India, con i suoi 3 milioni di km² è il settimo paese al mondo per estensione, ed il secondo per popolazione, con oltre un miliardo di abitanti. Un numero in costante crescita, che richiede città sempre più grandi e sempre più pascoli per nutrire agli abitanti, tanto che dal 2013 ben 2500 km quadrati di foreste sono state abbattuti per far spazio alle nuove case e ai nuovi pascoli. Come se non bastasse, secondo uno studio dell’OMS sei delle 10 città più inquinate del mondo sono in India.

Si tratta di numero da capogiro, che minacciano seriamente il clima, non solo indiano, ma globale. Il governo indiano però non è rimasto indifferente a questa crescita indiscriminata, mettendo in atto un programma di riforestazione multi miliardaria, partito nel momento in cui l’India ha aderito al programma della Conferenza di Parigi sul clima nel 2015. Il Paese ha accettato di spendere 6.2 miliardi di dollari per riforestare almeno il 12% del Paese e di incrementare la copertura boschiva del 29%, in modo da riportare l’indice boschivo ad almeno 95 milioni di ettari entro il 2030.

Perché aumentare il numero di alberi? Come ben sappiamo gli alberi sono fondamentali per la sopravvivenza dell’uomo per la produzione di ossigeno, inoltre rimuovono gli agenti inquinanti dall’aria e, con la loro ombra, riducono il consumo di energia e bloccano il vento freddo in inverno.

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Nel 2016, 800 mila volontari hanno piantato 50 milioni di alberi, per un totale di 80 specie diverse, in sole 24 ore in oltre 6000 località di Uttar Pradesh.

“Il mondo ha capito che sono necessari degli sforzi maggiori per ridurre le emissioni di carbone e mitigare gli effetti del cambiamento climatico” ha detto Akhilesh Yadav, ministro di Uttar Pradesh.

Questa regione non è la sola ad aver iniziato a mettere in atto le iniziative di riforestazione. Nella regione di Kerala, ad esempio, sono stati piantati 10 milioni di alberi per dare vita alla campagna “Green Carpet”, un progetto per incrementare l’eco turismo e rendere la regione un posto migliore, sia per i turisti che per i suoi abitanti. 

Il governo di Bengaluru ha, invece, creato un’applicazione che permette alle persone di ordinare alberelli gratis.

Ma l’atto più grande di questa campagna di riforestazione è avvenuto poco tempo fa, quando 1.5 milioni di volontari hanno battuto ogni record piantando 66 milioni di alberi in 12 ore. Milioni di alberelli sono stati piantati lungo le rive del fiume Narmada in Madhya Pradesh. Gli alberelli appena piantati saranno monitorati da fotografie aeree, anche se si pensa che almeno il 40% di essi morirà a breve, a causa soprattutto della mancanza di acqua.

L’India non è l’unico Stato che si è impegnato per la riforestazione. Nel dicembre 2015, le nazioni africane hanno promesso di espandere le loro foreste di almeno 100 milioni di ettari. E sempre nello stesso mese è stata firmata la Dichiarazione sulle Foreste a New York, per cui tutti i firmatari si sono impegnati a rallentare, arrestare e invertire la perdita delle foreste a livello globale e, al contempo, a contribuire alla crescita economica, alla riduzione della povertà, al mantenimento del principio di legalità e alla conservazione della biodiversità. L’elenco completo degli impegni ha come obiettivo comune il conseguimento di una riduzione delle emissioni di 4,5-8,8 miliardi di tonnellate all’anno entro il 2030.

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