Dai Sumeri a Harry Potter, l’unicorno ha sempre popolato racconti e dipinti, aggiungendo un tocco di misticismo e magia con il suo incedere regale. Nel Medioevo si credeva fosse simbolo di purezza e castità, e molte famiglie potenti lo scelsero come loro stemma. Si pensava anche che il suo unico corno fosse dotato di ogni sorta di poteri magici, come quello di salvare dai veleni. 

Per quanto le storie che lo vedono protagonista siano amate è sempre stato relegato al mondo della fantasia, ritenuto una creatura delle favole che corre in soccorso delle fanciulle in ambasce. Almeno fino a pochi giorni fa, quando dai Monti Sibillini è giunta la notizia che l’unicorno esiste.

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A rivelarne l’esistenza una videotrappola, cioè una telecamera nascosta nella vegetazione, spesso usata dai ricercatori per catturare immagini degli animali più timidi e difficili da studiare. Giuseppe Chiavari, l'uomo che ha registrato e visionato per primo le immagini, non riusciva a credere ai suoi occhi quando sullo schermo ha visto correre e saltare un animale con un corno solo.

Non si tratta, però, di un bianco cavallo magico ma di un giovane capriolo, che abita nei prati della valle del Fiascone, nelle Marche. La telecamera lo ha ripreso in compagnia dei suoi simili, tutti dotati di due corna. Un esemplare rarissimo perché il suo unico corno, “palco” in termini tecnici, potrebbe essere dovuto a una malformazione. 

Ma non è escluso che proprio caprioli con un solo corno abbiano ispirato, in passato, il mito dell'unicorno che tanto amiamo.

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