Siamo talmente abituati all’aspetto che il cibo che acquistiamo dovrebbe avere che non ci accorgiamo più degli imballaggi che lo avvolgono. Eppure si tratta di qualcosa che dovrebbe attirare la nostra attenzione, poiché tutta quella plastica deve essere smaltita, con un enorme impatto ambientale per il pianeta.

Se fra i consumatori c’è già chi si pone questo problema e cerca di evitare cibi confezionati con imballaggi inutili e porta sempre con sé una busta per trasportare i propri acquisti, evitando così di continuare ad acquistare altra plastica, fra i venditori è molto più difficile trovare questi cenni di sensibilità ambientale. C’è però chi ha preso questo problema molto sul serio, aprendo il primo negozio senza plastica.

Si tratta di Ingrid Caldironi, che ha da poco inaugurato a Londra il Bulk Market, il primo negozio privo di plastica. Non si tratta di un semplice alimentari, ma vi si trovano anche prodotti come spazzolini da denti in bambù, rotoli di carta igienica avvolti nella carta e cibo per cani.

L’idea alla base di questo negozio altamente sostenibile proviene dalla sua esperienza diretta, afferma Caldironi “Volevo sostenere i commerci giusti e comprare senza creare rifiuti. Ma non c’era niente del genere a Londra. […] Ho sempre pensato che gli sprechi fossero una conseguenza inevitabile dello stile di vita moderno, ma è venuto fuori che dipendono solo dallo scarso design. Gli oggetti non sono ancora pensati per un’economia circolare.” A questa conclusione, e al desiderio di fare veramente qualcosa per l’ambiente, è arrivata dopo anni di lavoro nel settore marketing, notando che né le industrie né la politica si stava occupando veramente del problema ambientale.

I prodotti in vendita nel suo Bulk Market non hanno una marca, invece di essere nascosti dietro confezioni che riportano a lettere cubitali il nome di questa o di quella casa produttrice. Al contrario, provengono da cooperative locali, fattorie comuni o imprese sociali.

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“In questo modo le persone sanno dove e come viene prodotto il loro cibo, per tutto il percorso dalla fattoria alla tavola e, infine, al secchio.” Dice la proprietaria.

All’interno del negozio, allineati in contenitori di vetro vi sono spezie, pasta, piselli, lenticchie, ceci e altri alimenti secchi, ma bisogna portare il proprio contenitore da casa per acquistarli perché, ovviamente, non vi sono buste di plastica.

Il negozio è temporaneo e sostenuto dal crowdfunding, ma il progetto di Ingrid Caldironi è di spostarlo in una location permanente, che avrà anche un alverare personale, una macchina per il compostaggio industriale e un’area conferenze per worshop ecosostenibili e per educare le persone ad uno stile di vita più green.

Bulk Market è un esempio che andrebbe seguito, dal momento che, benché anche le grandi catene di supermercati si stiano adeguando ad uno stile di vita con meno sprechi, la loro diffusione sul territorio fa sì che il loro impatto ambientale sia ancora molto alto. Un negozio di questo genere, invece, dimostra che è possibile vivere senza plastica, dipende solo dalla nostra volontà.

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