Prima sul seggiolino, legati saldamente per non cadere; poi con le rotelle, per accompagnare una pedalata incerta e malferma; infine da soli, con passo sempre più sciolto ed ardito. Non c’è persona che non ricordi la sua prima bici, l’amore per questo mezzo di trasporto così leggero e flessibile, i pomeriggi al parco, i primi capitomboli. Nella storia di ognuno di noi c’è almeno una bici e dei ricordi ad essa associati.

Finalmente il suo valore è stato riconosciuto anche dallo Stato Italiano, con la nuova legge sulla mobilità ciclistica.

Approvata dal Senato all’unanimità la legge quadro Decaro-Gandolfi prevede finanziamenti per le ciclovie nazionali e gli itinerari urbani, che non saranno più affidati solo alla coscienza delle amministrazioni ma saranno un vero obbligo.

Dalle parole del ministro Delrio “La mobilità ciclistica è una priorità per le città. Oggi è legge. La Cenerentola della mobilità, la bicicletta, assume pari dignità in città, in periferia e nei percorsi turistici,  rispetto agli altri mezzi e guida il cambiamento verso la mobilità dolce e alternativa. È uno scatto culturale e nella pianificazione delle opere, per il quale il nostro Paese è pronto e di cui dobbiamo ringraziare tutti i Parlamentari con i quali abbiamo collaborato, a partire dal relatore on. Paolo Gandolfi e al Sindaco e Presidente dell’Anci, Antonio Decaro”.

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Entro sei mesi dall’entrata in vigore il MIT, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è tenuto ad elaborare un piano generale della mobilità ciclistica della durata di tre anni, e presentare alle Camere, entro 30 giugno di ogni anno, una relazione per illustrare il procedere del provvedimento. Il piano potrà essere aggiornato annualmente per tenere sempre conto delle ulteriori risorse disponibili. Sarà poi la volta delle regioni, che elaboreranno un loro piano personale in coerenza con il piano nazionale. I fondi previsti, 158 milioni di euro per il 2018, saranno inseriti nel fondo annuale del MIT. I primi fondi saranno destinati alla messa in sicurezza dei percorsi già esistenti, perché non c’è movimento senza sicurezza.

Un progetto che mira allo sviluppo di una forma di turismo sostenibile e di una mobilità cittadina che eviti il traffico e impedisca alle nostre città di trasformarsi in mostri produttori di CO2.

Le prime ciclovie che stanno prendendo forma sono VenTo, da Venezia a Torino lungo il Po, Ciclopista del sole da Verona a Firenze, e il famoso Grab a Roma, il Grande Raccordo Anulare delle Biciclette. Ad esse si stanno affiancando altri progetti come la Tirrenica, da Ventimiglia  a Fiumicino e la ciclovia Adriatica.

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