Non importa quale regime alimentare stiamo seguendo, la pasta ne è sempre parte integrante, anche se magari in quantità più limitate, o nella variante senza glutine. E noi italiani siamo, modestamente, campioni nella sua preparazione; non c’è limite alla fantasia degli ingredienti che possono rendere speciale un piatto di pasta e conosciamo benissimo il punto di cottura ideale. Basta “buttare” la pasta quando l’acqua bolle, aggiungere un pugno di sale, mescolare ed attendere il momento giusto per scolarla.

Ma questo è davvero l’unico modo per cucinare un buon piatto di pasta?

Ecco 4 metodi alternativi da provare, consigliati da esperti e grandi chef che non smettono mai di sperimentare, nemmeno con il più classico dei piatti:

1. La cottura nella pentola a pressione:

L’idea arriva da un noto chef italiano, Davide Scabin, che ne propone delle ricette, ma è stata approvata e amata anche dalla ex first lady Michelle Obama, poiché è un metodo che consente anche di risparmiare acqua. Questo perché la pasta non cuoce nell'acqua ma direttamente nel sugo che la accompagnerà, riducendo in questo modo dell’80% il consumo del prezioso liquido e usando solo 1/8 del sale normalmente utilizzato. Inoltre la pasta cotta direttamente nel sugo è più saporita. Come funziona? Versate nella pentola a pressione tutti gli ingredienti a crudo, mescolate per amalgamare bene e, se necessario, regolate di sale. Aggiungete dell’acqua in modo da coprire la pasta, ma non troppa per non avere un risultato troppo liquido; la pasta deve essere appena coperta. Chiudete il coperchio, alzate la fiamma e portate a pressione. Quando la pentola fischia contate 5 minuti di cottura; fate attenzione però che non sempre è sufficiente dimezzare i tempi di cottura indicati sulla scatola, poiché il risultato varia fra i diversi tipi di pasta. Vi consigliamo di fare delle prove prima di invitare a pranzo i vostri amici.

2. La cottura “risottata”:

anche in questo caso la pasta non va fatta bollire, ma viene aggiunta direttamente al condimento e lasciata cuocere come un risotto, da qui il nome. Il procedimento è semplice, una volta aggiunta la pasta al condimento si ricopre di acqua fredda e si lascia cuocere, mescolando di tanto in tanto, finché al completo assorbimento dell'acqua. Il risultato sarà un piatto saporito e ben amalgamato. Un’idea alternativa molto gustosa da provare.

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3. La cottura passiva:

un altro metodo da provare è la cottura passiva che evita di disperdere amido e glutine convertendolo in una forma digeribile. Lo chef Elio Sironi spiega che per questo tipo di cottura è necessario buttare la pasta nell'acqua bollente, farla bollire per pochi minuti (fra 2 e 4), spegnere il fuoco, coprire, e attendere il tempo indicato sulla confezione. In questo modo la pasta cuoce passivamente e conserva i propri preziosi nutrimenti.

4. La cottura espressa:

questo tipo di cottura è già noto e praticato, ma lo inseriamo lo stesso nella lista per coloro che non hanno ancora avuto il coraggio di cimentarsi. Consiste nello scolare la pasta un paio di minuti prima del tempo e completare la cottura nella padella con il condimento. Conservate l’acqua per allungare il condimento in caso risulti troppo asciutto.

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