Il Kuzu è un prodotto ancora praticamente sconosciuto, ma molto amato in Giappone e dalla cucina macrobiotica, che l’ha fatto suo. Si ricava dalle radici di un rampicante delle montagne giapponesi dagli splendidi fiori blu-viola, noto in botanica come Pueraria Lobata. Nel suo paese di origine è usato a scopo culinario o curativo, mentre la cucina macrobiotica occidentale lo incorpora in numerose ricette sotto forma di fecola.

È proprio la fecola a trovarsi in commercio, sotto forma non di polvere uniforme ma di grumi bianchissimi più o meno grandi. Una sua caratteristica è quella di sciogliersi facilmente in acqua e di addensarsi se scaldato all’interno di altre preparazioni. Essendo un ingrediente molto particolare è difficilissimo trovarlo, se non nei negozi bio o macrobiotici più forniti, oltre che online.

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Le sue proprietà più note sono soprattutto gastro protettive, in quanto agisce come tampone a livello dello stomaco, assorbendo i succhi gastrici in eccesso. Migliora quindi le funzioni digestive e si rende molto utile in caso di reflusso gastroesofageo. Si rivela anche utile in caso di pesantezza di stomaco, gastrite, colite, stipsi o diarrea.

Ha anche proprietà lenitive e antinfiammatorie nei confronti della mucosa, alcalinizzanti ed è un energizzante naturale, per cui è molto usato come rimedio da coloro che sono affetti da stanchezza cronica.

Ci però delle controindicazioni: chi soffre di patologie tiroidee, o chi segue terapie ormonali dovrebbe evitarne il consumo. Contiene infatti fitoestrogeni che possono risultare pericolosi per i soggetti già a rischio.

Si può cucinare con il Kuzu? Certo!

È un ingrediente incredibilmente versatile in cucina, anche se viene sfruttato più per le sue proprietà addensanti che per il sapore. Viene infatti usato per zuppe, salse e budini in quanto non altera il sapore degli altri ingredienti. È perfetto anche per le gelatine, per guarnire dolci o per vellutate di frutta o verdura. Al contrario di altri addensanti come l’agar-agar in questo caso i vostri dolci avranno una consistenza più morbida e meno gelatinosa.

Per prima cosa però bisogna sciogliere i grumi in acqua fredda, calcolando 10 gr di Kuzu per 100 ml di liquido, ma la dose può variare a seconda della consistenza da ottenere. Si può poi aggiungere alla preparazione da addensare, lasciando raffreddare il tutto a temperatura ambiente e poi in frigo per almeno due ore.

Se invece volete sfruttarlo come rimedio naturale, gli esperti consigliano di consumarne una tazza tiepida per due volte al giorno. Bisogna prima sciogliere 1 o 2 cucchiaini in un bicchiere d’acqua fredda, poi farlo addensare a fuoco basso, finché non diventa trasparente, infine dolcificarlo con del malto.

Così preparato risulta ottimo per purificare l’intestino, ma ricordate che ha un sapore molto particolare e non amato da tutti.

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