Tutti i problemi sono noiosi finché non sono i tuoi (citazione da RED) e il cambiamento climatico è sicuramente il NOSTRO problema! I giovani di tutto il mondo, guidati da Greta, chiedono ai governi di fare di più di fronte a questa minaccia esistenziale ed è ormai opinione diffusa che la sola "strategia di piantare gli alberi" potrebbe avere una capacità limitata di contrastare il problema. Ma sappiamo davvero di cos'altro siamo capaci? La risposta è semplice ed è legata al nostro stile di vita e alle nostre abitudini quotidiane, in particolar modo al CIBO, che è un elemento essenziale nella vita di tutti, senza eccezioni per nessuno. Tuttavia essere vegetariani o vegani non è necessariamente la soluzione. In molti paesi ormai mangiare TROPPO, superando quelli che sono i veri bisogni del nostro corpo, è diventata un'abitudine che ho sperimentato sulla mia pelle. Una storia che mi ha portato inaspettatamente a diminuire il mio impatto ambientale e le emissioni di CO2, ottenendo esattamente lo stesso risultato di piantare alberi.

6 anni fa, a causa di un alto livello di stress molto alto che stavo vivendo, mi è stata diagnosticata un'emorragia gastrica. La ragione? Oltre allo stress una Dieta inappropriata. Questo perché oltre al mio lavoro regolare, di notte e nei fine settimana avevo iniziato a lavorare su un progetto personale per combattere i cambiamenti climatici: EcoSost una piattaforma digitale progettata per aiutare le persone a diventare più sostenibili nelle loro scelte dei consumatori, sostenendo e coinvolgendo le aziende che vendono prodotti e servizi verdi e sostenibili.

La malattia mi ha costretto a rendermi conto che non potevo andare avanti come avevo fatto fino ad allora. Non c'era medicina che potesse fornire una cura rapida. Avevo un serio problema da affrontare e questa volta avrei dovuto riconsiderare tutti gli aspetti della mia vita. La riduzione definitiva dello stress prima di tutto ma la mia dieta non sarebbe mai più stata la stessa.

Dopo la prima gastroscopia, il medico mi ha prescritto dei gastroprotettori che avrei dovuto prendere per tutta la vita. Quando non hai nemmeno 40 anni, è difficile da accettare. In ogni caso, ho deciso di indagare meglio e comprendere tutti i percorsi possibili. La prima domanda che mi sono posto è stata: esiste un approccio attraverso l'alimentazione che potrebbe aiutarmi a evitare o ridurre i farmaci? Ho studiato e studiato l'argomento e soprattutto ho parlato con molti esperti. Sono emerse soluzioni alternative come ad esempio; ridurre le porzioni dei pasti, soprattutto di sera, cambiando i tipi di cibo, consumandoli in momenti diversi ed eliminando soprattutto i cibi e bevande che non servono e non fanno altro che danneggiare il nostro corpo - il caffè è un classico esempio.

Caffè: per produrre solo 1 kg di caffè torrefatto occorrono 18.900 litri di acqua, emettendo 10 kg di CO2. Tra le terribili conseguenze ambientali e sociali vi sono la deforestazione e la minaccia di estinzione per specie come il rinoceronte di Sumatra, l'elefante indiano e la tigre di Sumatra. Le aree maggiormente colpite sono l'Amazzonia, il Choco-Darien, i laghi della Grande Rift in Africa, Sumatra, Borneo e Nuova Guinea, i Ghat occidentali (India) e il bacino del Mekong. In particolare, sull'isola di Sumatra, l'area coperta da foreste è scesa dal 60% nel 1960 a solo il 10% nel 2010

Mentre cambiavo la mia dieta mi rendevo conto gradualmente che mi sentivo sempre meglio. Mi sono reso conto di quanti alimenti inutili ci stanno effettivamente avvelenando. Numerosi caffè durante il giorno e vari snack zuccherati, cene pesanti e bevande inutili. Questi schemi di consumo non necessari influiscono fortemente sull'ambiente in termini di emissioni di CO2, degrado del suolo, deforestazione e sfruttamento delle popolazioni locali, in particolare degli indigeni.

Seguendo il consiglio di un medico che ha lavorato sulla nutrizione alternativa, sono riuscito a liberarmi dalla dipendenza dai farmaci e soprattutto a rimettermi in forma e state di nuovo bene! Gli elementi principali includevano la riduzione di cibi complessi preparati con molti ingredienti come pane, pasta e pizza e la loro sostituzione con carboidrati naturali come le patate. Mangiavo ancora carne, pesce e uova ma una volta al giorno e in porzioni limitate. Tanta frutta e verdura locale e di stagione erano essenziali.

Onnivori, vegetariani o vegani? C'è qualche soluzione?

Oggi si sente tanto parlare della scelta tra uno stile di vita onnivoro o vegetariano / vegano, ma in realtà la scelta vegetariana o vegana non porta sempre a una maggiore protezione ambientale. È meglio lasciare che ognuno scelga liberamente ciò che vuole mangiare perché il punto non è come ci nutriamo ma la QUANTITÀ di CIBO di cui crediamo di aver bisogno.

Confrontiamo alcune quantità disponibili sui report FAO, WWF e altre pubblicazioni: per produrre 1 kg di carne di pollo, sono necessari 4.300 litri di acqua e vengono emessi 7 kg di CO2. Al contrario, i semi di soia richiedono 2300 litri di acqua al chilo, con 3000 litri necessari per 1 kg di grano.

Non c'è una differenza così grande tra uno che non mangia carne di manzo e un vegetariano, non credi? Ovviamente, altri parametri devono essere presi in considerazione, ma l'acqua è sicuramente una delle più importanti se consideriamo come la scarsità e l'inquinamento di questa siano sempre più una minaccia per l'ambiente.

Soia: Il più grande distruttore di foreste al mondo? La soia! Per questo legume, il 3% della foresta pluviale argentina, situata nella provincia di Cordoba, viene rasa al suolo ogni anno. Otto milioni di ettari - un'area delle dimensioni del Portogallo. In Brasile è anche peggio: dal 1978 è scomparsa un'area equivalente a Italia e Germania. È vero però che circa il 70% della soia viene coltivata come mangime per animali, non direttamente per l'uomo e quindi attribuibile al consumo di carne.

Che dire di cibi alla moda come la quinoa, le mandorle e l'avocado che sono aumentati in popolarità nelle nuove mode:

Avocado: per produrre solo mezzo kg di avocado, vengono utilizzati in media 270 litri di acqua. In Messico, in meno di 10 anni, le esportazioni di avocado sono aumentate di dieci volte e una superficie forestale quattro volte più grande della Lombardia è svanita per far posto ai frutteti di avocado.

Mandorle: la California è responsabile dell'82% della produzione globale di mandorle pari a 950 mila tonnellate. Questo sta prosciugando le riserve d'acqua perché per produrre una sola mandorla sono necessari più di 4 litri di acqua. Le ripercussioni della siccità sulla fauna sono devastanti: oltre 4 mila cervi sono morti in un anno e il salmone Chinook è a rischio di estinzione.

Quinoa: un altro raccolto devastante è la quinoa. Paesi come la Bolivia, in cui viene prodotta sperimentano instabilità, non solo a causa dell'uso dell'acqua e dei fertilizzanti chimici, ma anche per via delle popolazioni locali che non possono più permettersi di mangiare questo cibo tradizionale di base, impoverendo così le loro diete.

Ma cosa potremmo fare come individui?

Oltre al cibo, abbiamo molti altri modi per combattere i cambiamenti climatici ed un esempio è proprio grazie all'economia circolare. L'energia domestica può essere generata da pannelli solari installati sui nostri tetti. Solo questo porterebbe a risparmiare l'equivalente di 60 tonnellate di CO2 in un arco di tempo di 30 anni (con un impianto da 3kW). È quasi l'equivalente di piantare 50 alberi; considerando un potenziale di assorbimento per albero compreso tra 20 e 50 kgCO2 / anno. Anche semplicemente scegliere un fornitore di energia verde per le nostre case sarebbe già un passo importante.

Scegliere mezzi di trasporto pubblici evitando di utilizzare auto con passeggero unico, scegliere veicoli in sharing oppure passare ai veicoli elettrici! I trasporti svolgono un ruolo fondamentale nella nostra vita ed hanno un impatto enorme sull'ambiente. La mobilità elettrica è diventata una grande realtà: stiamo assistendo a una grande espansione in questo settore, in tutto il mondo.

Conclusioni

Non fraintendetemi, adoro Greta e credo che il suo messaggio sia potente e serio ed ovviamente più ampio del solo piantare alberi! È chiaro però che piantando alberi non si possa andare così lontano se non cambiamo le nostre abitudini di consumo. Non esiste un’area così vasta da poter compensare tutti i nostri eccessi. Il mondo non è infinito. La verità però potrebbe trovarsi nel mezzo. Forse entrambe le cose dovrebbero essere fatte simultaneamente per raggiungere il risultato che tutti speriamo.

Detto questo, chiediamoci onestamente: cosa possiamo fare "MENO", a partire da oggi?