Chi è familiare con la cultura asiatica conosce già i fagioli azuki, il cui nome in giapponese significa appunto Piccolo Fagiolo. Sono alla base dell’alimentazione tradizionale nel paese del Sol Levante, quasi al pari della soia. In Occidente sono invece conosciuti solo da chi segue diete particolari, come quella vegetariana o vegana, soprattutto perché non sono facili da trovare, ma bisogna recarsi in negozi specializzati.

La loro ricerca sugli scaffali dei nostri supermercati non è però priva di benefici: questi legumi hanno delle proprietà estremamente interessanti, che li rendono un valido alimento da inserire anche nella nostra alimentazione.

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Sono ricchi di sali minerali, come potassio, magnesio, rame, ferro e zinco, contengono pochi grassi e pochissimi zuccheri, cosa che li rende consumabili anche da soggetti diabetici o con il colesterolo alto. Come se non bastasse sono ricchissimi di fibre e stimolano la diuresi.

Come si preparano questi fagioli?

La tradizione giapponese, molto attenta alla preparazione dei cibi, vuole che vengano lasciati in ammollo per 4-6 ore in acqua fredda insieme ad un’alga. L'alga, in realtà, non apporta nessuna variazione nel sapore dei fagioli, quindi possiamo lasciarla da parte nella nostra preparazione

La fase di cottura vera e propria segue un un rituale molto delicato che prende il nome di shibunuki, che significa “togliere il sapore acerbo e amaro”. Secondo questa tradizione i fagioli, dopo la fase di ammollo, vengono lasciati bollire per 10 minuti, viene poi aggiunta dell’acqua fredda e vengono lasciati bollire per altri 10 minuti. L’acqua va poi scolata, e i fagioli vanno fatti bollire ancora per altri 10 minuti con acqua fredda pulita.

In mancanza di tempo per seguire questa complicata procedura, si possono semplicemente lessare, per un tempo variabile fra i 30 e i 40 minuti, nella stessa acqua di ammollo, che non deve essere salata.

Come vanno consumati questi misteriosi fagioli?

Possono essere consumati in molti modi, ma sono buoni anche conditi semplicemente con un filo d’olio o della salsa di soia.

In inverno sono una saporita aggiunta alle zuppe e alle minestre di patate e nel minestrone.

L’acqua di cottura, ricca di minerali, è perfetta per annaffiare le piante, riducendo così al minimo gli sprechi.

Una curiosità sui fagioli azuki: in Giappone sono usati soprattutto nella preparazione di dolci, fra cui la famosa marmellata di fagioli rossi, detto Anko, usata come ripieno di dolci con impasti a base di riso o farina, come ad esempio i daifuku o i dorayaki. A volte vengono usati anche come condimento extra sul gelato, secondo una tradizione che per noi occidentali è difficilissima da immaginare.

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