Il problema plastica sta finalmente smuovendo l'animo di molti. Ormai da troppo tempo la plastica sta minacciando il nostro pianeta e sta letteralmente invadendo i nostri mari. Proprio per questo ultimamente si stanno attuando tantissime iniziative per ovviare a questo problema in tutto il mondo ma oggi vogliamo parlavi di una novità che riguarda i nostri mari.

A Sestri Ponente, nella Marina di Genova arriva Seabin. Si tratta del quinto dispositivo collocato nel Mar Ligure e il secondo a Genova - gli altri si trovano a Varazze, a Santa Margherita Ligure, a Portofino e al Museo del Mare di Genova.

Seabin, il cestino del mare. Un dispositivo semplice ma estremamente utile, capace di raccogliere oltre 500 chilogrammi di rifiuti plastici dispersi nel mare, comprese microplastiche e microfibre.

Un gesto simbolico e concreto da parte di Coop, che ha aderito alla campagna PlasticLess promossa da LifeGate in collaborazione con Polaru Marine.

Ma come funziona SeaBin?

A spiegarlo è il Direttore scientifico di LifeGate, Simone Molteni: "PlasticLess è il progetto lanciato da LifeGate per occuparsi della plastica nel mare. Il nostro obiettivo è duplice: da una parte aiutiamo le aziende a diventare plastic-free e dall'altra aiutiamo l'ambiente liberandolo dalla plastica. La tecnologia di SeaBin è efficace ed efficiente: si tratta di un vero e proprio cestino, del peso di circa 20 kg, ancorato alla banchina che, galleggiando a pelo d'acqua, cattura i rifiuti che incontra, mentre una piccola pompa espelle l'acqua filtrata. È in grado di lavorare 24 ore su 24, sette giorni su sette, pompa fino a 25mila litri di acqua marina all'ora e necessita di interventi minimi di svuotamento e pulizia. Alla Marina di Genova il cestino viene posizionato nel punto di accumulo, dove le correnti e il vento portano naturalmente i rifiuti. Entro l'estate 2019, puntiamo a portare 40 installazioni di SeaBin in Italia e in Europa, in particolare nel Regno Unito, in Francia in Spagna e in Grecia".

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"Il problema non è la plastica, il problema è l'uomo - sottolinea giustamente Simone Molteni di LifeGate - Stiamo utilizzando male la plastica, un materiale utile per pochi minuti ma che, se disperso nell'ambiente, impiega anni per deteriorarsi e scomparire. Abbiamo due soluzioni per impedire che ciò accada, ma dal momento che avere in Italia leggi concrete in materia appare essere oggi ancora troppo complicato, la soluzione al momento più efficace è quella di dialogare con i brand che sensibilizzino sull'argomento e che vogliano portare avanti questo percorso per la salvaguardia dell'ambiente e del mare".

E noi non possiamo che essere pienamente d'accordo.

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